Ma Liberaci dal Mal, Amen

In principio era l’ imprinting e l’ imprinting é stato: “ io vorrei salire su te / e su te mezz’ ora sarei / il capo dei banditi “ e conteneva l’ invito ad abbandonarsi a giochi di ruolo durante l’ atto sessuale. Era la prima strofa di Furia Cavallo del West e la cantava Mal, orfano dei Primitives causa defezione del batterista David Withers che da lì a poco avrebbe fondato i Dire Straits, antitesi del r’n’r con il loro corredo di fasce tergisudore e giacche con le spalline imbottite. Invece Mal resta fedele alla musica del diavolo come veicolo di messaggi tragressivi. Aveva esordito con “ i tuoi occhi sono fari abbaglianti / io lo vedo perchè ci sto davanti “ esortando le masse a fare l’ amore con la luce accesa, all’ avanguardia nell’ italietta democristiana del Boom economico. Qualcuno lo aveva interpretato come uno sprone a investire daini e caprioli la notte sulle strade provinciali, e una cosa non esclude l’ altra, basta accordarsi sulla tempistica, io ad esempio preferisco fare l’ amore prima e dopo guidare sulla provinciale alla ricerca di ungulati da stordire con gli abbaglianti. Non perde quindi l’ occasione il diabolico Mal per insinuare ad un pubblico giovanile l’ ambivalenza di un impavido stallone con nome da femmina. La generazione successiva alla mia avrebbe potuto godere dei richiami all’ orgoglio identitario nella sigla di Lady Oscar o della rivendicazione all’ incesto controllato de I Cesaroni, mentre noi che pure eravamo nati sull’ onda delle istanze libertarie del ’68 dovevamo decifrare metafore congegnate per eludere il perbenismo arroccato della reazione, alcune tuttora irrisolte, ancor oggi non ho capito perchè nello sceneggiato omonimo il ruolo di Gianburrasca Giannino venne affidato a Pavone Rita e quanto ciò abbia influito su coloro che presero la drastica decisione di aggregarsi a gruppi armati di estrema destra.

collabo

Heiltrimenti Ci Arrabbiamo: gli inconfessabili trascorsi di Von Matteo e fraulein Rita

Faccio notare che a quei tempi collaborava alla programmazione della tv dei ragazzi Umberto Eco, situazionista dichiarato, e non ci vuole una laurea in semiologia per capire che il bridge vocale che introduceva i ritornelli – “ su Furia si sta anche in tre “ – alludesse al sesso di gruppo.
La vita non é determinata dalla consapevolezza, ma la consapevolezza dalla vita, chiosano quei tiratardi di Marx e Engels dopo 848 pagine de L’ Ideologia Tedesca. Comunque sì, poi l’ imprinting é maturato in un’ esistenza votata al tumulto erotico – sentimentale ed è per questo che non mi sono stupito quando ho scoperto su questi lidi un congruo flusso di traffico proveniente da rabota-intim-travestitov.tv, anzi ho restituito la visita. I miei nuovi amici apparecchiano in russo una directory di pornazzi in costume, che sembrerebbe una contraddizione ma non lo é. I più popolari, perchè di facile allestimento nel solco dell’ esotico cartonato dei vari Sinbad e Sherazade, hanno come scenario l’ harem visitato dal sultano o violato dall’ intruso. Ancora più divertenti quelli ambientati in un implausibile futuro che sembra Milano2 in cui le tecnologie hanno accellerato i tempi della seduzione: “ Ciao, come ti chiami? – Carmelo — SHAZAM! — Pompami come un canotto, Carmelo! “. E sul fronte omo menzione speciale per “ Roby Nud e lo Sceriffo di NottinGay “. Ma la cosa che mi interessa in questi casi é la graduatoria dei video più cliccati e nonostante il sito sia in cirillico non mi è difficile scovarla, a conferma che il porno é l’ esperanto dell’ amore.
Tra i fenomeni in ascesa noto un serial monografico intitolato MormonGirlz. A rendermeli subito simpatici il disclaimer: perfavore abbandona questa pagina se hai meno di 18 anni o vivi in una comunità in cui è proibito guardare materiale per adulti, e perquanto ciò sia patetico é necessario dirlo. Anche l’ immaginario delle mormonelle é molto avvincente e per non tradirne la poesia allego il plot di un episodio in originale.

mormonelle

I porni a sfondo confessionale non sono una novità ma di solito questo àmbito é un pretesto per concentrare più soggetti in area circoscritta cosìcchè il convitto delle novizie non diverge nello sviluppo della trama dal carcere femminile o dal dormitorio delle collegiali. Mormongirlz invece ha il merito di porre al centro della sceneggiatura il core business delle religioni etiche: il vincolo colpa/espiazione che, a mia esperienza, rende i rapporti extraconiugali coi cristiani più divertenti di quelli con i fedeli di culti incentrati sulla predestinazione. E mi ritrovo così a riflettere sulle numerose convergenze tra pornografia e catechismo.
Di primo acchito ne conto quattro: patriarcato diffuso, mancanza di umorismo, iterazione ( verbale, palilalica, paliprassica ) del cerimoniale e culmine dello stesso in cui tutti gridano “ oh my god! “.
Porni e catechesi condividono anche la prima delle virtù teologali, la fede, cioè quel patto tra narratore e ascoltatori disposti a soprassedere sugli aspetti meno credibili se servono a connettere la tessitura del racconto e per cui no, la signorina non é al suo first time anal e ancora no, quello non é il sudario in cui fu avvolto l’ uomo/dio dopo la crocefissione, ma se volete crederci la pietanza acquista sapore. E teologicamente la fede procede dalla grazia, almeno nei porni mainstream, negli amatoriali é negli occhi di chi guarda. C’ é poi un altro dettaglio comune, passati ai raggi X dell’ ermeneutica i narrati mitologici, qualsivoglia,  si riassumono nella dialettica sterile/fertile, ad es la resurrezione: il seme seppellito sotto terra che torna alla vita più rigoglioso. E non sarò adesso io a dover dimostrare che nulla più dei porni é mìmesi di questa dialettica.
A chiudere il cerchio, il tedesco teufelkreis sarebbe più appropriato, una canzone che mette d’ accordo tutti: “ il Suo occhio sulla passerotta “, ispirata a Matteo 10:29, nella versione di Whitney Houston, ultima sua fatica in studio di registrazione, anche se quel satanasso di Mal avrebbe optato per l’ interpretazione di Sister Rosetta Tharpe.