Aus so Krummen Holze

alberologyCaro bambino che ti appresti al primo giorno di scuola con lo zainetto ancora odoroso di cartolibreria e i quaderni immacolati, è mio dovere avvertirti: stai per addentrarti in una spirale viziosa. Appena assuefatto all’ analisi grammaticale vorrai provare il brivido della consecutio temporum, anticamera della filologia, che ti spalancherà le porte delle neuroscienze cognitive fino a quando ti ritroverai davanti all’ ufficio postale a scippare le vecchie per pagarti un seminario sul superamento dell’ indagine lacaniana del linguaggio.
Gli esiti di questa escalation saranno debilitanti per il fisico ( miopia precoce, ipopnea isterica, steatopigìa da stato sedentario) e produrrano piaghe della psiche da lenire, giammai guarire, in quei lazzaretti della scienza che sono gli istituti di ricerca alla mercé di Stefania Giannini, ministro in quota a Scelta Civica, familiari e amici si stringono nel cordoglio.
E vorrei poterti dire che questa atrocità è in ragione della sete di conoscenza ma tu giustamente replicheresti che a un bambino di sei anni non importa affatto di conoscere i nomi dei sette re di roma in fila per tre col resto di due.
Ed è per questo che ti blandiranno puntando sul desiderio di gratificazione, ripeti la lezioncina e verrai remunerato con un bel voto a ricalcare il perverso meccanismo per cui la mamma ti ama quando fai il bravo. Credi: quello non è amore, è seduzione cortigiana perchè dovremmo amarci sempre, tutti, infatti è scritto, e tu imparerai a leggerlo, ” amatevi l’ un l’ altro come Lui ha amato voi “. E Lui si accompagnava a braccianti e pescatori, non a cacabicchieri con tutti trenta e lode sul libretto. E i prediletti erano i peccatori, coloro che sbagliano.
Ti diranno che è l’ unica didattica possibile per offrirti gli strumenti con cui discernere a tuo giudizio, dissertare ed emendare, ma se confidano tanto nelle capacità critiche della popolazione scolarizzata perché allora vietano la pubblicazione del Mein Kampf? Eppure, per dissipare ogni equivoco, basterebbe far scrivere la prefazione a Gino e Michele.
Se davvero la scuola fosse la palestra dove flettere gli addominali dello spirito critico come si spiega che la signora Monia Benini, la quale sostiene che i matrimoni gay rientrano in un più vasto complotto finalizzato a estinguere l’ umanità e altre fesserie, non solo abbia conseguito la licenza media ma addirittura ricopra l’ incarico di coordinatrice stampa del M5S in Europa.
A me pare evidente: ammaestrano le scimmie e non potrebbe essere altrimenti, sono scimmie ammaestrate a loro volta e solo nel ben delimitato perimetro della gabbia ancora si concedono qualche acrobazia. ” Dio non c’ è e quindi esiste ” ammiccano sbucciando la banana e sorvolando sul fatto che in caso di guasto alla caldaia non ti verrà in soccorso Heidegger bensì l’ idraulico, digiuno di ontologia ma versatissimo nella doppia morale: – ” 150 con fattura, 100 senza, dottò… ” e il cortocircuito sta tutto in quel dottò, lo intuirai nel capitolare a favore dei 100 euri.
A proposito di filosofia morale. All’ esame di maturità un commissario bieco e accaldato così mi interrogò:- ” Vediamo cosa ha capito di Kant, formuli un imperativo categorico con le sue parole ”
- ” Uhm, sì, ecco: vieni con noi dai Barbapapà! ”
E se, come di primo acchito ero intenzionato, avessi risposto ” Ridi, Pagliaccio ” l’ avrebbe presa sul personale, oltretutto.
Vedi che la coerenza non è propria delle scimmie: dalla cattedra ti magnificano l’ istrionica impudenza di Voltaire ma a conti fatti ti impongono a colpi di matita rossa e blu di esprimerti come l’ ultimo contabile della ditta Manzoni Alessandro, profilati in alluminio anodino dal 1842.
E poi, di grazia, vorrei chiedere: cosa c’ è da capire di Kant e, in generale, cosa c’ è da capire?. A me non interessa capire, io voglio trasecolare, decollare e poi, nei centri abitati in prossimità di ospedali e luoghi di culto, barrire. Aspiro all’ inconoscibile, all’ inenarrabile per poterlo reinventare ogni giorno in aperta sfida all’ imperscrutabile per eccellenza: la morte, ancella di Eros. Tieni a mente che ne riparleremo appena le tue coetanee inizieranno a indossare biancheria intima meno dozzinale.
Segui il mio consiglio, finché sei in tempo butta quell’ abbecedario che pure tanti sacrifici è costato al tuo babbo. Lìberati dal giogo dei libri, strumenti di indottrinamento, ce lo racconta la Storia e siccome Historia Magistra Vintage allora lasciamola raccontare.
La fine dell’ età dell’ oro, la spensierata infanzia del genere umano, è segnata dall’ imporsi della trasmissione scritta dei saperi, irreversibile quando dal pittogramma si passa al più pratico cuneiforme e non è un caso che il primo lascito di questa scrittura sia una raccolta di sanzioni e gabelle, il codice di Hammourabi, in appendice ricco campionario di profilati in alluminio.
Più lenta ma altrettanto inesorabile la canonizzazione dell’ arte, cioé della magia, nei libri sacri della religione che nella sua corsa ad affermarsi come religione di stato diventa monoteista. Le capricciose Muse, in origine nove, poi tre nella Teogonia esiodea, si riducono infine a una, la mansueta Santa Chiara, patrona della Rai radiotelevisione italiana.
Spirituale e temporale troveranno felice sintesi nel Sacro Romano Imperatore Carlo Magno che, complice Alcuino, per primo investe nella scolarizzazione dei sudditi – e bada che la parola chiave è sudditi. A perfezionare il sistema sarà Napoleone, altro bell’ esemplare di dittatore, specie non priva di charme ma con la propensione a non distinguere tra il proprio tornaconto e il bene comune.
Se si chiama istruzione obbligatoria è perché nessuno ci si sottoporrebbe volontariamente, è una roba da schiavi.
Ora sta a te, Pinocchio, se deciderai per il Paese dei Balocchi puoi raggiungere la nostra carovana che partirà dal bivio sopra il paese stasera, se invece vorrai proseguire verso la scuola ti accompagneranno i miei sospiri.
Cordialmente tuo,
Mangiafuoco.

Nell’ immagine: l’ albero della conoscenza genera il frutto del peccato, meglio farne legna da ardere, sicché da un ciocco di catasta un bel giorno Mastro Ciliegia decise di ricavare la gamba di un tavolino… aridànghete!

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