Il lato oscuro della forza-lavoro

darth sideSuona la sveglia mi alzo e guardo il cielo dalla finestra per stabilire approssimativamente il programma della giornata.
Preparo il caffé, accendo una sigaretta e leggo le ultime notizie sul pacchetto: ” il fumo danneggia i tuoi denti e le tue gengive “. Un plauso al ministero della sanità che utilizza senza parsimonia gli aggettivi possessivi, altrimenti qualcuno potrebbe iniziare a fumare per danneggiare denti e gengive altrui, magari di un centrocampista della juventus con la propensione a simulare falli al limite dell’ area avversaria, potendo scegliere.
Sorseggio il caffé, accendo un’ altra sigaretta e dall’ alchimia di questi due elementi prorompe come tutte le mattine la solita domanda: a chi rompo i coglioni oggi?
Mi presto anche on demand, cioé se il condòmino del terzo piano ascolta tutto il santo giorno Antonello Venditti a palla voi me lo scrivete nello spazio commenti qui sotto e sarà mia cura procurargli l’ orchite.
Prediligo le comitive, intendo dire che se nella stessa invettiva in cui a colpi di piccone restituisco l’ udito al vostro vicino possiamo aggregare improperi all’ indirizzo di, putacaso, Gianfranco Fini, Stefano Gabbana, i discepoli del pasolinismo per corrispondenza, l’ insipida programmazione della tv di stato e l’ artificiosa percezione della natura reclamizzata dall’ industria biscottiera, bhé, tanto meglio.
In attesa delle vostre richieste consulto l’ agenda dei derelitti e delle pene corrispondenti e registro che da tempo non faccio a brandelli il manicheismo messo in mora da certi vegetariani che non vorrei andassero poi dicendo in giro che li trascuro. Preparino il sospensorio.
donutsL’ evoluzione tecnologica che ha reso le città luoghi estremamente ospitali non ha conseguito risultati equivalenti nelle campagne dove la meccanizzazione agricola ( nell’ immagine a lato ) non sostituisce del tutto il ricorso alla manovalanza umana, ad esempio nel processo di raccolta di frutta e verdura delle coltivazioni intensive.
Per esperienza diretta posso testimoniare che trattasi di un lavoro estenuante, sottopagato, esposto agli agenti atmosferici e alla mercé di un caporalato colluso con gli ambienti mafiosi del territorio, e in ragione di ciò il cittadino onesto con titolo di studi superiori volentieri lo lascia in appannaggio al negro.
La buona notizia, amico vegetariano, è che il negro è ecocompatibile e infatti non solo partecipa alla catena alimentare raccogliendo peperoni su tuo mandato ma anche in altro modo, come illustra questo siparietto marinaresco: ” a Lampedusa un pescatore mi disse «Sai che pesce è tornato? Le spigole». Poi si addumò una sigaretta, la svampò tutta in silenzio e concluse: «E sai perché le spigole sono tornate in mare? Sai di cosa si nutrono? Ecco» “. ( Davide Enia, appunti inediti per la redazione di Sbarco Giochi ).
I giudici di Strasburgo che hanno restituito una luce sinistra agli avvenimenti della caserma Diaz mi hanno ricordato che nei giorni del G8 in veste di vicepresidente del consiglio, e quindi a nessun titolo, presidiava la sala operativa della questura di Genova lo stesso individuo che è stato il primo e più entusiasta firmatario della legge che ha inaugurato la vocazione cimiteriale del Mediterraneo. E insomma mi chiedevo con quale nomignolo Gianfranco Fini verrà consegnato alla storia. Il boia di Fiuggi? Il macellaio in doppiopetto? L’ uomo che sussurrava ai manganelli o il talassoterapeuta finale? C’ è l’ imbarazzo della scelta.
Ma torniamo all’ ecocompatibilità del negro, amico vegetariano, che è all’ avanguardia anche nella bioedilizia. Difatti costruisce le sue abitazioni – che i giornalisti in vena di sensazionalismo chiamano baracche – con materiali riciclati e integrandole perfettamente nell’ ambiente circostante ad eludere così i controlli della forza pubblica e i pogrom che i residenti gli riservano a causa, sembrerebbe, della sua riluttanza ad integrarsi.
Pare dunque che il negro preferisca l’ organizzazione in comunità a struttura orizzontale basate sul mutuo aiuto alla famiglia monogamica che è il pilastro della nostra società, gettando nello sconforto Stefano Gabbana.
Sorvoliamo sul fatto che in una #famigliatradizionale, o naturale che taggar si voglia, se il nonno, in gessato scuro con baffo e coppola d’ ordinanza, scoprisse di avere un nipote ricchione col ghiribizzo per la couture lo farebbe tumulare nella calce viva dopo sommaria lapidazione e veniamo ai numeri, amico vegetariano, che ti piace snocciolare a proposito di agnelli sgozzati per le festività pasquali o ettari di Amazzonia deforestati dal Grande Satana del macinato bovino.
L’ indotto generato dal tuo rapanello, amico vegetariano, si calcola che frutti alla criminalità organizzata circa 1,5 mila miliardi di euro l’ anno solo in Europa ( dati della fondazione ismu aggiornati al 2008 ), tuttavia non è abbastanza spettacolare da meritarsi un racconto breve di Saviano – d’ altronde neanche Gogol seppure pratico di nasi e cappotti saprebbe dare appeal ad un libro intitolato alle zucchine – forse per non generare sensi di colpa in te, amico vegetariano, che dopo una dura settimana a cercare di rendere appetibile il tofu hai tutto il diritto di rilassarti davanti al salotto allestito su rai3 dalla Endemol.
Poi qualcuno mi spiegherà il contributo al rinnovamento del linguaggio televisivo espresso dalla decorosa epigone di Ilona Staller che con tenue accento svedese introduce gli ospiti della serata ma non adesso che sta cominciando il monologo di Lucianina e tu non vuoi perdertene una parola, amico vegetariano, perché ha lo stesso sapore della verdura bollita.
Con il cervello cauterizzato dall’ assenza di argomenti controversi disponiti al sonno, amico vegetariano, mentre il negro, sempre lui, attende nell’ ombra l’ apertura dei cancelli del mercato ortofrutticolo per scaricare cassette di fragole e altre ineludibili primizie spalla a spalla col clandestino rumeno e peruviano in una sorta di abbraccio di fratellanza transnazionale, almeno fino alla prossima retata.
Dimentico qualcosa? Oh, sì, allora trangugio l’ ultimo sorso di caffé, spengo la dodicesima sigaretta ed esco di casa rivolgendo al sole che sorge il mio saluto tra i latrati dei cani: ” ti stanerò e berrò il tuo sangue, Antonio Banderas, per rimanere il solo sex symbol a turbare l’ immaginario agreste delle casalinghe! “.
La giornata comincia nel migliore dei modi.

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