La logica ai tempi dei mobilifici

Secondo me è tutta colpa di Sergio Endrigo che dagli anni ’70 ha traviato intere generazioni di bambini inculcando loro che ” per fare un tavolo ci vuole il legno ” e concludere in un crescendo di effetti univoci provocati da una e una sola causa che ” per fare tutto ci vuole un fiore “, senza riscontro alcuno verificabile in botanica.
Poi però si diventa adulti e si dovrebbe comprendere che le cose sono un po’ più dolcemente complicate, per restare in un immaginario musicherello che ha prodotto solo danni, e invece il ministro degli esteri Gentiloni prima minaccia un intervento militare italiano in Libia e poi sbalordisce quando quelli invece di invitarlo a una serata danzante, come imporrebbe il sillogismo del tavolo e del legno che ontologicamente è fiore, gli rispondono che lo aspettano sotto casa per fargli un culo alla cirenaica.
Piccoli fans di Endrigo anche al ministero della sanità che forse pensavano di dissuadermi con le nuove e minacciose scritte sui pacchetti di sigarette. E invece, almeno nel mio caso, sulla paura vincono le perplessità.

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No, scusa, ma tu dove la volevi uccidere questa povera creatura? Forse in una fredda ambulanza che rimbalza dai cancelli chiusi di una clinica all’ altra? Ma dài, restiamo umani e sopprimiamolo nel luogo a lui più cònsono e confortevole, da cui l’ espressione ” ventre di vacca “. E neanche è chiara la dinamica dell’ infanticidio, mi basta volgere lo sguardo su una donna incinta mentre accendo una sigaretta o devo appoggiare le labbra sulla vagina della gestante e insufflare dentro il fumo?
È che a quanto mi risulta ci sono mariti che si adombrano assai se ti sorprendono con la bocca sulla vagina della consorte, uomini possessivi e superficiali nel giudizio secondo i quali per fare un tavolo ci vuole sempre e solo il legno e quindi recalcitranti a farsi convincere che si tratta di un’ iniziativa a favore del controllo demografico.

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Però deve essere bello vivere in questo universo lombrosiano in cui ad ogni comportamento deviante corrisponde una caratteristica ereditaria.
– ” Vede, signora, dal suo mento sfuggente io e i miei colleghi professori possiamo facilmente arguire che suo figlio in età adulta si macchierà dei più atroci delitti ” .
Tornando nel nostro sistema solare risulta invece che mia madre non solo non fumi ma sia anche astemia. Ne consegue che io sono stato scambiato nella culla perché per fare un tavolo ci vuole il legno. E il caso vuole che in quei giorni ci fosse il circo in città quindi la mia madre biologica è l’ acrobata che volteggia sul trapezio. Quella col costume rosso che giocherella nervosamente con l’ accendino in pedana.
Quella col mento sfuggente.

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Il rigore scientifico dell’ affermazione mi induce a pensare che le scritte sui pacchetti di sigarette siano state appaltate alla Casaleggio & Associati. E se al rapporto consequenziale tavolo/legno andiamo ad accumulare i gradi di miopia da me acquisiti in ragione di un’ intensa attività masturbatoria da incorporare in un più vasto disegno finalizzato al controllo demografico, bhé, allora si deduce che dovrei andare in giro col cane-guida.
Chissà come mai allora abbatto un piccione in volo a 50 metri di distanza. E con il proiettile e non con la cartuccia che con i pallini che si aprono a ventaglio forse ce la farebbe anche Mr. Magoo.
In ogni caso la vista inganna, al tatto invece è certo stabilire che a casa mia i tavoli sono tutti in fòrmica.

Il prossimo appuntamento su questi stessi pixel per interrogarci sulle responsabilià di Sergio Endrigo riguardo alla naturale propensione degli italiani all’ abuso edilizio.

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