Citofonare Iscariota

kizzme

Kiss Me Giuda nella versione caraveggesca: la presa di Cristo nell’ orto

Sì, lo so, mi sono fatto attendere, é una prerogativa di noi dive del cinema muto. La verità è che le dispute virali ultimamente mi lasciano indifferente come un alligatore satollo, sicchè sarei una diva del cinema muto che interpreta un alligatore satollo, visto l’ abbrivio si conviene che non avrei neanche dovuto cominciare.

D’ altro canto mi spiace deludere quanti giungono qui ad abbeverarsi di sapienza ed é solo in virtù del mio sconfinato amore che infine decido di fare per voi quello che meglio mi riesce: prendere per il culo i credenti, i cristiani in particolare, non perché siano peggio degli altri, anzi, alcuni sono molto affettuosi e con un po’ di pazienza si può insegnar loro qualche semplice gioco.

Da ragazzo ammaestravo le monache a riportare il legnetto, era così bello vederle correre libere nei prati con il velo strapazzato dal vento.

Ma in generale sono dei cacacazzi arroganti che pretendono di insegnare a me quale utero fecondare e quale no, e non saprei con quale sicumera visto che tutte le loro concezioni fondano su un magma di equivoci a cominciare dai nomi et conveniunt rebus nomina saepe suis, a voler replicare in quel latinorum da quaresima che farfugliano i loro sacerdoti.

Tant’ é che neanche sono riusciti ad imbroccare il nome dell’ antesignano che i contemporanei chiamavano Yēhüshūa‛ e in italiano corrisponde a Giosuè, in inglese a Joshua, in tedesco Josua, in francese Josuè, moltiplicami ‘sta bouillabisse sivuplè. Gesù deriva dalla latinizzazione del greco Iesous il cui traslato é però Gedeone, e insomma, alcune locuzioni tipo “ sempre sia lodato Gedeone “ distorcerebbero in una risata scimmiesca anche l’ austero volto di Ratzinger, l’ emerito.

E pure Cristo é un omòfono del greco christòs e vuol dire “ l’ unto del signore “ che mi legittima ad affermare che l’ anticristo è l’ antiunto, uno smacchiatore contro i peccati del mondo, e infatti ascoltando al contrario il jingle di MastroLindo….

La dizione più consona sarebbe quindi Giosuè il Prescelto e i suoi seguaci di conseguenza i Presceltisti o, più unto ancora, i Presceltani.

E passiamo al livello successivo, ma è necessaria una premessa.

In quel guazzabuglio etnolinguistico dell’ antico oriente, culla del monoteismo a noi tramandato, c’ erano principalmente due nomi con cui rivolgersi al creatore del cielo e della terra:

  • Eloin o Eloim, letteralmente il Signore, attribuito anche alle massime autorità militari e civili, ad attestare che è l’ uomo ad aver creato dio a sua immagine, non il contrario
  • il dio propriamente detto, invero l’ entità incorporea dotata di superpoteri, ha radicale semitica in ‘il o ‘el che inclina nell’ ‘ĕlāh aramaico, ‘ĕlōāh ebraico, allāhā protosiriaco. Vi ricorda qualcosa? Eggià, ergo tradurre Allāh Akbar con Allāh é il più grande non solo è tendenzioso ma anche disonesto, la lectio corretta è “ Dio é il supremo “, e tutti i Presceltani cliccano I Like.

Invece Yhaweh è proprio Yhaweh e non ve n’ è. L’ etimo oscuro è oggetto di accesissimi dibattiti, poco ci manca che gang di studiosi rivali si prendano a revolverate nei corridoi dei congressi di esegesi biblica. Il trilittero originario potrebbe essere hwh con il significato di essere, diventare, accadere ma anche – sic! – dire, annunciare, raccontare. Io naturalmente propendo per raccontare così da poter classificare la religione nella narrativa per ragazzi. E ragazzi, é tempo di crescere.

Uno spunto interpretativo ce lo offre Esodo 3:14 che qui vi riporto con interlineare fonetico e traduzione testuale in inglese.

E 3,14

– Maestro, non ci capisco un cazzo – Adso, giovane idiota, si legge da destra a sinistra – ( da: il Nome della Cosa )

La testimonianza archeologica più antica è un’ iscrizione beneaugurante sinaitica dell’ VIII sec. aG in cui Yhaweh si menziona con la paredra ( l’ amichetta sua ) Asherah, il monoteismo é incompiuto ed é ancora in via di perfezionamento nel Regno di Giuda del VI sec. tra le elites urbanizzate mentre nelle campagne resiste il culto di Ba’al, preposto alla fertilità in celebrazioni di carattere orgiastico. In ogni tempo é la campagna il luogo in cui ci si diverte. Ba’al verrà poi incorporato nello Yhawismo come figura antagonista: Ba῾alzĕbūb, Belzebù, il Ba’al delle mosche.

Mi sono un po’ dilungato ma era doveroso tracciare una sintesi dell’ ascesa di Yhaweh a dio esclusivo dei giudei ( enoteismo ) prima di spiegare che Giosué, o meglio Yēhüshūa‛, significa Yhaweh é salvezza. La scelta di un nome di questo calibro è così visibilmente programmatica che credo di non doverla affatto spiegare anche per non anticipare gli esiti del Sinodo Interreligioso Permanente che presto saranno pubblicati col titolo “ Ops, ci eravamo sbagliati “.

E ancor più paradossale il processo interpretativo del nome del big villain nel NT, Giuda Iscariota.   Qĕriyyōt é un villaggio della Giudea meridionale, luogo di provenienza che diventa eponimo, ma l’ evidenza materiale delle cose non piace a coloro che credono nella resurrezione dei morti e che pertanto vanno a grattare l’ iperuranio fino a trovare il termine ebraico shequer, la menzogna, 75 nella smorfia napoletana, e cosi il buon Giuda di Qĕriyyōt diventa Giuda il menzognero, l’ impostore, l’ infido.

A smentire questa baggianata basterebbe ricordare che per ben due volte nel NT Giuda – per distinguerlo da Giuda Taddeo – viene specificato figlio di Simone Iscariota e che “ l’ impostore “ non é di quei soprannomi che si trasmettono volentieri alla discendenza. Ma abbandoniamoci per un attimo all’ insensatezza mistica e proviamo a immaginare l’ incontro tra i due real G.

In quei giorni Giosuè e Pietro vangavano l’ orto dei Getsemani sul Monte degli Ulivi, quando un viandante si rivolse loro “ – Pssst! hey, voi due, contadini, dico a voi – Che c’ é? – Sappiate che il formaggio con le pere fa schifissimo! – Davvero? grazie, sei gentile tu a dircelo, come ti chiami? – Giuda l’ impostore – Ma che ficata, perchè non ti unisci a noi? tu cosa ne dici Pietro? – Non saprei, dato il nome… metti caso che camminiamo contromano sulle acque o facciamo una pesca miracolosa di frodo… questo é capace di infamarci dagli sbirri…- Pietro, sei un coacervo di pregiudizi, e su questa pietra etc etc – “. Anche lo spirito santo ogni tanto andava a prendersi un caffè.

Distintosi nell’ Udinese, si afferma cardine del centrocampo a 5 coi colori biancocelesti, in odore di calcioscommesse

È risaputo che Giosuè avesse una certa predisposizione per i peccatori, e per questo ha tutta la mia simpatia, che quindi é reciproca, ma l’ ingenuità con cui gli apostoli avrebbero nominato Giuda l’ impostore tesoriere della combriccola ( Giovanni 13,29 ) é sconcertante.

E scusate la malizia ma che funzione aveva questo tesoretto? I dodici pagavano una quota associativa come al circolo del tennis o vi si depositavano i proventi delle attività? E in questo caso quali attività? Ma in generale voi affidereste i vostri risparmi a uno che si chiama l’ impostore?

Eppure sembra che Giuda fosse minuzioso nella sua mansione tanto da baccagliare con Maria che sperperava i soldi in preziosi unguenti per massaggiare i piedi a Giosuè ( Giovanni 12,4 ).

Questo breve scorcio si presta ad una rilettura inedita degli avvenimenti: una madre quarantottenne, con un passato clinico di sintomi allucinatòri, indotta in gioventù ad un matrimonio riparatore a fronte di inattesa gravidanza, che abbandona il tetto coniugale per seguire il figlio adulto nelle sue scorribande con gli amici e la sera ungergli i piedi di nardo profumato.

“ – Vieni puccettino che l’ unguento é bello caldo – Mamma, dài, mi vergogno davanti a tutti i miei amici… – Ah-ah, puccettino monellaccio, cosa dice il quarto comandamento: onora il padre e…? – Uff, sì… la madre – Ecco, bravo, vieni qui che ti ungo -“

L’ epilogo di questa storia in cui l’ unto svolge un ruolo preponderante si scrive da sè.

Sobborghi di Gerusalemme, all’ imbrunire: “ Pssst! – Chi é? – Sono io – Ah, non ti avevo visto… – Allora se l’ è bevuta? – Tutto a posto non ti preoccupare – E come sta? – Rompe un po’ i coglioni ma con i trenta denari ho comprato mocassini per tutti e ci fa meno caso – Bene, allora io fuggo in Egitto, prendetevi cura di lei. E quanto a te: non ricamarci sopra storie strane come tuo solito – Chi, io? Giuda il menzognero, l’ impostore, l’ infido? Ma quandomai….”