Mellifluo Ma Non Troppo

Vorrei premettere che sono incazzato nero e non da oggi. Avevo tutto un traffico di disinibitissime laureande in lettere sui miei profili Tinder intestati a Elena Ferrante o direttamente a Domenico Starnone che si é nullificato in poche ore. E le laureande in lettere sono tra le mie amanti preferite, dopo l’ amplesso mi faccio spoilerare gli autori che non ho voglia di leggere ma che servono a sedurre altre laureande in lettere – Proust, ad esempio, un vero strappamutande, nel mio caso solo per millantato credito.
Vabbè, fine della pacchia, dovrò trovare altri territori di caccia, stavo pensando alle tabaccaie, di quelle più solerti che si portano il lavoro a casa.
Era per dire che l’ argomento che tratterò oggi potrebbe essere influenzato dal malumore.

introapi

Chi segue le mie peripezie sa che dalla scorsa primavera mi dedico all’ apicoltura. Niente di bucolico, lo faccio a scopo di lucro, le api garantiscono finanziamenti EU a pioggia. La ficata vera sarebbero i pannelli fotovoltaici, li installi col prestito garantito, una volta l’ anno passi il trinciastocchi così che la vegetazione circostante non li sovrasti e per il resto te ne puoi stare in un paradiso fiscale a impilare mazzette di banconote. E una gelata tardiva non verrà a compromettere giornate di duro lavoro nei campi. Purtroppo io vivo in zona-parco e il territorio é vincolato, e quindi api, bestie stupide che richiedono molta più manutenzione dei pannelli fotovoltaici.
Ma no, dài, cosa dici, le api fanno il miele. Ecco, appunto, il miele, facessero la mariuana sarebbe strepitoso, invece da migliaia di anni producono miele e non si sono ancora rotte il cazzo. Eh, ma fanno anche la propoli. Guarda, io neanche so cosa sia questa propoli, aspetta che vado a cercare.

proppoli

Ecco, infatti, antibiotico naturale che agisce sui ceppi virali di influenza e raffreddore – esattamente come la vitamina C delle arance, che però non devi metterti lo scafandro per raccogliere – e tra gli effetti indesiderati provoca acidità gastrica e diarrea, cioè finisci di starnutire dalla bocca e cominci con il culo, non mi sembra un ottimo affare.
Le api producono cera, materia principale per la manifattura di bamboline voodoo, che le cere sintetiche a base di silicone rimpiazzano egregiamente tranne per la lucidatura di pavimenti in cotto.
Per riassumere: le api contribuiscono a fomentare il diabete, secernere feci liquide, lustrare carponi superfici calpestabili in refrattario clàstico. Luride piccole stronze.
Credo che la mia ostilità apiaria abbia un retaggio infantile. “ – Mamma, si dice la clitoride o il clitoride? – ehm, ecco… ma partiamo dalle api e dai fiori… – sì, dopo, adesso devo capire questa cosa della stimolazione clitoridea – “. Mia madre aveva comperato l’ enciclopedia della medicina ignara che alla lettera N ci fosse un dettagliata definizione di Ninfomane illustrata dalla foto di una ragazza in kimono corto e borsalino in testa seduta sul davanzale di una finestra sorridendo all’ obbiettivo. E quel tergiversare di api e fiori mi irritava alquanto perchè io avevo già deciso che da grande avrei sposato la ninfomane, che sulla stimolazione clitoridea non transige.
Riconosco però all’ apicoltura funzione di indicatrice del baggianatismo internettiano, gli abbondanti siti dedicati compongono una discorde sinfonia asincrona: le arnie devono essere rivolte a est, no, a sud, disposte in file parallele, no a scacchiera, no, a testuggine, no, nel 3-5-2 coi laterali che tornano a coprire in fase difensiva. Senonchè scrollando i correlati all’ attrezzatura di estrazione mellifera ho scoperto il panno di formaggio, e torna a sorgere il sol dell’ avvenire.

 

panno-formaggio

Tanti anni a mangiare bambini malamente condìti.
Ma ora panno di formaggio trionferà.

Naturalmente per accedere ai contributi a fondo perduto non basta l’ esplorazione del web, bisogna frequentare corsi di formazione, noiosissimi, gestiti da un corpo docente a corpo unico, quello di Gepy&Gepy , caratteristico degli apologhi: bassi, sovrappeso, molto stempiati ma con la barba e in salopette. E tutti i Gepy, ripeto: tutti, refrattari allo spegimento del cellulare che trillerà più volte a lezione – pronto? no scusa ma sto… come? ma come 600 euri, ieri a me ha detto 200…- e vai, Gepy, non ti fermare che a me interessa molto farmi i cazzi di brevilinei adiposi pressochè pelati in salopette, anzi mi chiedo come mai non esistano reality show di brevilinei adiposi pressochè pelati in salopette che parlano al telefono, sarebbero un successo – ecco, scusate l’ interruzione, allora se guardate bene riconoscerete la regina che é lievemente più grande e allungata delle altre… – no, Gepy, stai dicendo cazzate, quella fottuta ape é perfettamente identica alle altre fottute api che la circondano, non pensare di fotterci perchè si capisce a un miglio marino di distanza che stai indicando a caso mentre pensi ai cazzi tuoi.
Ho così imparato che le api si dividono in regine, operaie – non sindacalizzate, ho specificato io facendo inviperire un Gepy – e bottinatrici, queste ultime a incremento del mio patrimonio turpiloquiale. E che i Gepy spendono somme considerevoli dal dentista per correggere la masticazione dei loro figli, quando sarebbe bastato un panno di formaggio in tenera età.
E infine eccomi qui, appiccicoso e dolorante dopo la prima smielatura, e senza neanche il conforto di una qualsivoglia laureanda in lettere.
La mia preferenza, ribadisco, la accordo ai mammiferi, le pecore al primo posto, animali sublimi col naso pelosetto a forma di triangolo che evoca la ninfomane. Dei fottuti insetti potrei simulare un certo interesse per le formiche, i cui studiosi si chiamano mirmecologi, titolo onorifico che non disdegnerei.
Oppure le cicale, che vivono una sola stagione e pur di ciò consapevoli la celebrano cantando.