Rock ‘n’ Troll

robolacoonteIo questo post non lo volevo scrivere ma i démoni che giocano al Lacoonte col mio cervello, o quel che ne resta, non concedono tregua e se persisto nel rifiuto minacciano gravissime ritorsioni su carta intestata del siulp.
Siccome sono propenso a cedere alle lusinghe per coerenza sento il dovere di arrendermi alle minacce ma premetto che scriverò un sacco di banalità e di mala voglia, come disse Giovanni Verga nel lontanto 1881. Ecco, vedete, si comincia malissimo, clicco Quit e poi Restart.
Si stabilisce dapprima che tutto il male ha origine dall’ internet e prima dell’ internet non esisteva la pedofilia, la violenza, lo sfruttamento etc. Dopo più pacata riflessione si rileva che l’ internet è di per sé inerte e che quindi per generare il male c’ è bisogno di qualcuno che pigi i pulsantini dell’ accrocchio e quindi la colpa è di questo qualcuno perché è sempre colpa di qualcuno e questo qualcuno è sempre altro e questo altro lo chiameremo troll.
A fronte di questa tesi assumeremo qui le difese dei malfamati troll.
Ah, finalmente le voci di dentro si sono zittite, forse che riesco a mettere insieme qualche ragionamento pertinente, no, non sia mai, prendo allora le mosse da una polemica estiva, che in quanto estiva è insussistente e perciò propedeutica. ( non c’ è logica, dite? e che logica vi aspettavate da uno che sente le voci ).
Qui il resoconto dettagliato, a me l’ esposizione per sommi capi: caporedattore di settimanale decide di iscriversi al partito di coloro che nei sanguinosi avvenimenti del medio oriente vedono uno scontro di civiltà. Non sembra turbarlo quanto di aleatorio ci sia nel concetto di civiltà, soprattutto quella cui dichiara appartenenza, piuttosto twitta di gran lena fonti avallanti la sua posizione pescando anche dalla stampa estera. Dopo aver tradotto con estrema licenza un titolo del Washinghton Post un follower lo interpella in merito e un altro rincara la dose insinuando malafede. La replica è: smamma, troll. Faccio notare che il sedicente troll non ha twittato ” tua madre fa i pompini all’ inferno ” ( L’ Esorcista, di W. Friedkin, 1973 ) ma ha introdotto un’ ipotesi, neanche troppo peregrina, sulla sincerità della traduzione e se questa è lesa maestà direi che è poco lesa e pochissimo maestà. Il paladino dell’ occidente cristiano continua poi imperterrito a tradurre in forma discutibile e puntualmente il tra virgolette troll gli corregge i passi meno fedeli all’ originale finché il primo sbotta rinfacciandogli scarsa dimestichezza con l’ inglese e il secondo gli espone le credenziali di traduttore professionista ed è per questo grave motivo che il caporedattore alle crociate gli blocca l’ account.
Uno spettacolo di inusitato degrado a testimonianza di una diffusa refrattarietà alla discussione orizzontale e con conseguenze scabrose, perché alla base della democrazia c’ è un’ altra parola greca, ἰσηγορία , il diritto di parola uguale per tutti, in vigore già nell’ Atene del 500 a C, salute.
Assodato questo è possibile approfondire.
La comunicazione è principalmente uno scambio e lo scambio non è sempre armonioso.
Una società che vuole evolvere deve rimanere aperta, comunicativa, e i vettori dello scambio saranno sì i commerci e i matrimoni misti ma anche la guerra.
Al primo incontro i Cartaginesi sbaragliarono i Romani grazie alla manovra delle agili triremi. All’ appuntamento successivo i Romani si fecero trovare anch’ essi con imbarcazioni leggere e per di più, sempre all’ avanguardia nello spargimento di sangue, munite di rostri e passerelle d’ abbordaggio.
” Le serrature sarebbero giunte alla perfezione attuale se non vi fossero stati i ladri? Il delitto, con i suoi mezzi sempre nuovi di attacco alla proprietà, chiama in vita nuovi mezzi di difesa dispiegando così un’ azione produttiva e di progresso ” ohibò, citare Karl Marx in pieno evo neoliberista, purtroppo Steve Jobs non ci ha lasciato letteratura in merito.
E ancora, in un’ ottica di rapporti interpersonali. Ho un amico che studia Pasolini, per dire che non chiudo la porta in faccia neanche ai peggio scellerati. Studia Pasolini per mestiere e perché gli piace, poverino, e di conseguenza quando ci incontriamo il mio diletto consiste nel dissacrare Pasolini a torto o a ragione.
A torto è più divertente.
Si sviluppa così una dialettica che è pretesto per sfotterci a vicenda, noi e le nostre consolidate convinzioni, e pur caricando i toni nessuno ne esce offeso, al contrario stimolato, perlomeno io, di lui dubito in quanto è uno sprovveduto sadduceo con un grado di manualità pari allo zero e un giorno dovrò fracassargli un arto perché capisca come funziona la vita altro che pasolini, pasolini ‘stocazzo. Insomma, per il suo bene.
” Don’ t feed the troll ” dicono i Soloni dell’ internet.
A me pare un argomento a favore della fame nel mondo.

in alto a sinistra: illustrazione di eric joyner che dovrebbe c’ entrare qualcosa, dicono le voci, ma non capisco cosa perché mi parlano sempre tutte insieme.

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