Oblitero, convalido l’ amore dentro te

E continuava così: ” mi sono innamorato appena me l’ hai fatta vedere / succede / come nelle fiabe accade / segui la corrente sopra un fiume che ti porta al mare… ” nell’ anno di grazia 1997 e stato di grazia assoluto per Dj Gruff che dispensava rime ad alto tasso di umidità percepita con la naturalezza di chi è già passato al livello successivo. Fu uno scaturire di polemiche, inevitabilmente, ragione per cui oggi posso affermare con il garbo che mi contraddistigue che Kekko dei Modà ve lo meritate tutto. Ma non mischiamo l’ acqua con il cioccolato e focalizziamo, per quanto già scottante di suo, l’ argomento testé introdotto nella sua forma più schietta: la fica, 4 lettere, verticale, si pronuncia Phee-ka, estens. ficata, di cosa o situazione estremamente gradevole.
La notizia è che sono aumentati in maniera considerevole gli interventi di vulvoplastica e la ragione sarebbe da addebitare all’ irreale rappresentazione dei genitali femminili nel porno. È il fascino discreto della borghesia, baby, nessuno ne parla ma tutti lo guardano e ora addirittura lo additano a modello. Sono anni che mi spendo per la proiezione nei circoli della Lega Nord di ” Bocca Bianca, Cazzo Nero ” e risolvere così il problema dell’ accoglienza.
Interessante anche il dato anagrafico: a sottoporsi all’ operazione sono soprattutto ragazze tra i 18 e i 24 anni la cui fica non è immune – a quanto dice un rinomato vagina designer – dall’ effetto ” flippity – floppity “.
Sono un po’ scosso dalla brutalità del linguaggio dell’ insigne luminare, d’ altronde placa i miei sensi di colpa quando in presenza di fiche, diciamo così, oltremodo rilassate mi scappano battute sull’ antipasto di roast-beef che servono alla mensa della Caritas.
Ma in generale non ho nulla da eccepire, anzi penso gioverebbe all’ arredo urbano l’ allegro sfavillare di insegne luminose come Clinica per il Ringiovanimento Vaginale V. Nabokov .
– ” mamma, cosa vuol dire ringiovanimento vaginale?”
– ” taci, idiota ”
Brava, signora, ecco a lei in omaggio un set di cipra, colonia e coty, comunque sì, dovremmo trovare qualcosa di più ambiguo del tipo ” Pelliccerie Latasca, supervalutiamo il tuo usato ” o ” da Ciro, tutto per la sposa, ma proprio tutto ” con testimonial mandrillissimo alla Cristian de Sica che strizza l’ occhio.
Sono da sempre favorevole a un clima di giovialità diffusa e se le grandi labbra a orecchio di cocker ti avviliscono rifattele pure a muso di pointer, avremo un infelice in meno sulla faccia della terra.
Ad allarmarmi la conclamata mancanza di estro dei chirurghi estetici, non so voi ma io non riesco a distinguere Claudio Baglioni da Donatella Versace, mi sembrano tutti e due Ivana Spagna. Mi permetto quindi qualche suggerimento per preservare la biodiversità delle voragini.

gummybearThe Real FingerFood. Prima però una richiesta personale, personalissima, e non particolarmente invasiva, credo infatti che con pochi tocchi di bisturi si possa darle forma di orsetto gommoso riunendo così in un unico luogo due mie grandi passioni, tre se al bouquet essenziale si potesse aggiungere uno spunto di cocacola appena accennato. Servire a temperatura ambiente. ( A margine: ogniqualvolta sui social si promuove in modo più o meno occulto il consumo di cocacola uno di quegli ampollosi sommelier della tv cade in coma etilico. Diamoci sotto #tavernello&rassegnazione )

Redemptor Hominis. Qui non possiamo prescindere da un metafenomeno strettamente connesso alla fica: il divino. La frase ” chi sono io per giudicare un gay? ” con cui Papa carmelo bene GBFrancesco si è guadagnato le simpatie dell’ area liberal è monca, la dizione completa è ” chi sono io per giudicare un gay che sta cercando Nostro Signore? “. Capito? Non il gay che sta cercando l’ ingresso della darkroom né quello che sta cercando di organizzare il Gay Pride a Mosca, bensì il gay che vuole abbracciare il catechismo. Assistiamo dunque Bergoglio nella sua missione redentrice e con gesuitica scaltrezza riconvertiamola a immagine del Messia, con tanto di ciuffo alla nazarena. Se pare sacrilego si può optare per un apostolo, magari quel Tommaso che non ci crede finché non ci mette il naso o, meglio ancora, il Giovanni Battista di cui allego immagine nell’ interpretazione data da Carmelo Bene, la più bella fica che io abbia mai visto.

gold_peace_signPace in terra, ma anche sul divano, in ascensore, al terzo piano, in cima ai grattacieli, ovunque. Si tratta ancora di un restauro conservativo, la somiglianza è già notevole, c’ è chi dice che sia proprio quella di Yoko Ono. Ed è così che la funzione domenicale prenderebbe tutta un’ altra direzione dal momento in cui l’ officiante recita: ” ora scambiatevi un segno di pace “. Anche per ricordare a certi maschetti bellicosi che fare la pace è più bello che fare la guerra e che un sex toy è sempre preferibile a un coltello o a una pistola, ce ne sono di ogni foggia e dimensione, provateli tutti, l’ unico requisito è la consensualità, non sfidate il lato oscuro della sorca, le conseguenze sarebbero disastrose. Ricordate la respirazione affannata di Darth Vader? L’ afflato giusto invece è quello che ancora una volta ci suggerisce Gruff, il messaggero della topa: ” si capisce dal respiro che suona meglio di un fagotto / la melodia mi canti e come un cobra resto dritto “.
E dopo gli assaggi godetevi il menù completo, clic!.

 

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