L’ etnologo dietro l’ angolo

funzionarioÈ stato percorrendo la regione dei Grandi Laghi Vulcanici nell’ emisfero boreale che ho incontrato la tribù degli Uhatalalla, termine che nel loro idioma vuol dire ” coloro che si sposano tra cugini ” ma anche ” i guerrieri con il cranio elegantemente affusolato ” e che gli abitanti dei villaggi circostanti chiamano Dolicohcefali, che significa ” quei balordi col cranio deforme a causa dei ripetuti incesti “.
Per esaustività scientifica annoterò anche che gli Uhatalalla chiamano i loro vicini Assistant Manager For Strategic Development in Crisis Area traducibile con ” coloro che si trombano le cugine con raffinati metodi anticoncezionali e poi delocalizzano gli impianti in luoghi di minor prelievo fiscale “.
È superfluo sottolineare che rispetto agli Uhatalalla la civiltà di costoro è molto più evoluta e infatti sono tutti abbonati al digitale terreste.
Gli Uhatalalla praticano un’ agricoltura stenta e un allevamento miserevole e traggono sostentamento per lo più dalla caccia, attività riservata ai soli uomini che stringono così tra loro forti vincoli camerateschi un tempo ritualizzati nella cerimonia dell’ incularellah, un arcaico rito di passaggio, passaggio di cazzi da un culo all’ altro principalmente, ai giorni nostri sublimato nel Karaokeh, un’ esecuzione di canti propiziatori che si accompagna al consumo di un succo fermentato in grado di favorire la comunicazione con gli spiriti dei defunti (imortacciloroh) come si verifica presso altri selvaggi da me studiati, i Veneti ad esempio.
Le donne, oltre ad accudire la figliolanza, si industriano nella manifattura di utensili alquanto ingegnosi, ampiamente diffuso uno spremiagrumi con il cuneo conico molto pronunciato. La totale assenza di agrumi nella specifica area geografica non tragga in inganno, dimostra solo l’ elevata capacità di astrazione della componente femminile. Sintomatico di ciò è che l’ espressione ” spremere gli agrumi” si presti anche all’ interpretazione di ” provare intenso piacere dalla speculazione intellettuale”. Più difficile spiegare invece il motivo per cui tutte le donne in età adulta presentino una morfologia di clitoride concavo.
La comunità è amministrata da un’ aristocrazia guerriera che al suo interno elegge ogni mese un capo a cui si attribuiscono poteri magici e viene chiamato ” il vincitore”, la cerimonia di insediamento del capo e di suoi consiglieri è detta: salire sul carro del vincitore . Terminato il suo mandato il capo viene divorato nel corso di un banchetto espiatorio presieduto dall’ uomo-medicina . Ai tempi della mia permanenza tra gli Uhatalalla l’ uomo-medicina, che ricopriva anche la funzione di scemo del villaggio allora vacante, assomigliava in modo straordinario a Dario Franceschini.
Laconico lo stato delle arti figurative cui prestano maggior cura sopratutto gli anziani e i dipendenti pubblici, si tratta perlopiù di raffigurazioni statiche e ripetitive che sembrerebbero seguire l’ andamento delle stagioni: d’ estate rappresentazioni di tramonti sul mare mentre d’ inverno piuttosto icone di gatto, l’ animale feticcio del clan, incise grezzamente su pareti di roccia che chiamano Feisbùkh, di etimo incerto. A nulla è valsa la comparazione linguistica, il termine non trova riscontro nei dialetti delle tribù confinanti che, interrogate in proposito, manifestano rassegnazione stringendosi nelle spalle. ” Uhatalalla uhattafucka! ” è l’ espressione con cui mettono fine alle discussioni sui loro vicini meno progrediti.
Più articolato, benché oscurissimo, il mitema che ruota intorno alle prove mortali affrontate da Bazumbo – l’ eroe ancestrale metà uomo, metà gatto e metà rosmarino perché gli Uhatalalla in matematica sono un disastro – per farsela dare da sua cugina Monicah. Nell’ impresa lo assiste Squoqquo, un fauno dei boschi convertibile in scaffalatura dell’ ikea, regalandogli alcuni oggetti magici: una bomboletta di Svitol, due tagliandi della lotteria italia e una pecora miracolosa che segna sempre l’ ora esatta. Poi Squoqquo se ne va ridendo. Bazumbo allora raggiunge la tribù degli uomini-malinteso e dice loro : ” amici, devo affrontare la morte in vista di un bene maggiore, potete aiutarmi? ” e quelli: ” ma certo, adesso ti accomodiamo noi a puntino “. E lo crocefiggono. Fu allora che Monicah inventò lo spremiagrumi.
Purtroppo non è stato possibile approfondire tutto il ciclo mitologico in quanto gli Uhatalalla si sono improvvisamente estinti poco dopo la mia partenza a causa, sembrerebbe, di una non ben nitida distinzione dei ruoli tra l’ uomo-medicina e lo scemo del villaggio.

nell’ immagine: funzionario di classe b della marina mercantile Uhatalalla in costume tradizionale, incisione su lastra della collezione Baldassarri.

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