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natcascup

Natale in Casa Cupiello, Eduardo De Filippo, Napoli, 1931
Ma quali baby boomers, quale maggio francese: il conflitto generazionale, così come la maionese e la bomba atomica, l’ abbiamo inventato noi.
Sono orgoglioso di essere italiano.

A me le dicotomie piacciono e infatti pensavo di comperarne una tempestata di lapislazzuli, un po’ perché scrivere lapislazzuli mi provoca un piacere quasi fisico e poi perché ben si abbina al mantello di ermellino e allo scettro di giada con la testa di pecora che da anni propongo di introdurre come costume pastorale tipico dell’ Italia del centro-sud, ahimé invano in quanto i miei colleghi, di temperamento anarcoide, si mostrano più sensibili ai richiami capricciosi della moda e per l’ inverno 2015/2016 il pastore pensato da Paco Rabanne è l’ elogio di uno stile solido ma non statico, un pastore che lancia lampi di colore rosso acceso e rende più prezioso il nero con mocassini di cocco verniciato che non passeranno inosservati se accompagnati da pantaloni con baschina a portafoglio in splendido shantung cangiante. Per la sera creazioni sexy ma austere in cui domina lo stivale cuissard stemperato dal velluto con ricami.
Ecco appunto, le dicotomie, dicevamo, che belle.
E per un indossatore di dicotomie il periodo delle passerelle è quello in cui gli uomini di buona volontà prima avvelenano il gatto dei vicini che ancora buttano il vetro nell’ indifferenziata condominiale e poi vanno a imbucare la letterina per babbo natale. E madre di tutte le dicotomie se la festa del gesù d’ amore acceso – poi spento, poi ancora acceso, insomma lampeggiante – viene a cadere nei giorni in cui i parlamenti europei decidono un intervento militare non lontano dai luoghi rappresentati nel presepe.
Dicotomia nella dicotomia: consumate shampiste della chioma di vittoria schiava di roma che davanti a una cartina muta dello stivale con inserti in lamé a richiamo dell’ elmo di scipio non saprebbero indicare la posizione di Ascoli Piceno ma a favor di telecamera, con la sicumera di Manfred von Richtofen, tratteggiano la rotta dei cacciabombarieri da Ankara a Raqqua.
Ahi quanto ti costò l’ averci amato, e se quest’ anno invece provassimo con l’ autoerotismo? ” Ho fatto l’ amore con me ” languidamente salmodiata da Amanda Lear non è più cònsona di ” Jingle Bells ” al dispiegamento dell’ artiglieria pesante?
Ma la dicotomia è così: dicotomica, difatti in biologia si distingue tra d. uguale e d. disuguale ed è quest’ ultima a guidarmi, stella cometa sbilenca, nella consueta composizione di postcard natalizie

def odio xmas

A sbalordirmi, e non nascondo una punta di ammirazione, è che l’ odio nella sua forma verbale esprime un’ azione continuativa, non è a dirsi: odio ma smetto quando voglio, no, è ortoprassi estenuante. Me li immagino alzarsi nel profondo della notte, un occhio al quadrante della sveglia, ed esclamare ” gosh! sono quasi quattro ore che non odio la Boldrini ” e la moglie dall’ altro canto del letto ” smidollato, aveva ragione mia madre, dovevo sposare l’ ingegner Conconi che dopo cena prende le anfetamine per non smettere di odiare gli zingari nemmeno un attimo “.
Dite che esagero? Eppure anche nel mese delle renne volanti la realtà supera qualsiasi ultramondano:

rullo radio padania lib

Questo è lo screenshot parziale, il totale non ci starebbe, di una rubrica sul sito di radio padania refreshata con puntiglio ossessivo più volte al giorno, festivi compresi, in cui le malefatte degli immigrati sono annotate con stile asciutto, senza commenti, per favorire un’ interpretazione individuale.
Ai miei occhi è lo stigma dell’ integrazione fallita: questi monocotiledoni del crimine che ancorano scippano e spacciano come da barbare usanze dei paesi loro invece di riciclare i proventi occultati alla tributaria, corrompere ufficiali pubblici, per non dire dell’ aggiottaggio che sembra essere esclusiva degli angiospermi nostrani per ius sanguinis.
Mi adeguo dunque al clima generale nel porgervi i miei più sinceri auguri.
Ci rivediamo a cambiamento climatico avvenuto.

dichotomy